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Il comune di San Francesco Al Campo appartiene a: Regione Piemonte - Città metropolitana di Torino

Storia

L'antico nome dell'abitato era quello di "Vauda di San Maurizio", con popolazione raccolta in varie borgate. L'attuale toponimo risale alla metà dell'Ottocento e deriva dal titolo della chiesa parrocchiale settecentesca, dedicata al Santo di Assisi. La determinazione "al campo" proviene dalla destinazione di parte del terreno pianeggiante della zona a campo di istruzione militare.
Appartenente al borgo di San Maurizio fino al 1694, la sua storia è inevitabilmente condizionata da quella del vicino centro: soltanto a partire da tale data, ottenne una propria autonomia dal punto di vista amministrativo. La lunga contesa tra i Monferrato e i Savoia per il dominio sulla zona, terminò con il prevalere di questi ultimi nel XIV secolo. Subì le conseguenze del brigantaggio, fenomeno assai diffuso specialmente nel Settecento, e delle numerose incursioni da parte di soldatesche o bande armate che provocarono ingenti danni a case, chiese e locali pubblici, anche nelle varie frazioni. Nell'Ottocento, poi, con l'entrata in funzione del campo di istruzione militare, vi fu un notevole afflusso di militari, che, in mancanza di strutture adeguate, venivano ospitati nelle case dei privati, che non potevano sottrarsi a tale obbligo. Inevitabilmente crebbe il malcontento generale per i disagi materiali e i danni morali che si verificarono. Di notevole interesse storico-architettonico è la chiesa di San Francesco, che, a partire dal 1736 assunse funzione di parrocchiale, in seguito al riconoscimento dell'autonomia religiosa dalla parrocchia di San Maurizio; l'edificio, già esistente agli inizi del Settecento, presenta al suo interno importanti affreschi raffiguranti il Santo, a cui il tempio è intitolato. A fianco della chiesa si eleva il campanile ottocentesco.
Altri edifici religiosi degni di nota sono: la chiesa di San Girolamo, risalente al 1685; la chiesa della Madonna Assunta, il cui nucleo originario, nascosto da interventi successivi, pare essere romanico o gotico, e, infine, la cappella di Sant'Anna, dall'anomala forma triangolare.

Bibliografia

Tratto da www.italiapedia.it